Natale in chiesa, i bambini della Basilio Cecchi da don Fabio: “Incontri sul senso della nascita di Gesù”

Dopo il concerto delle polemiche in Villa comunale, il ciclo di appuntamenti alla Starza

Attenti e coinvolti hanno ascoltato da don Fabio come prepararsi alla nascita di Gesù. Dopo il concerto di Natale che ha provocato qualche polemica, i piccoli alunni della Basilio Cecchi hanno discusso del vero spirito di queste feste nella parrocchia della Starza. Un momento importante di riflessione per gli studenti nella chiesa della Starza. La scelta della scuola di non mettere in scena canti religiosi per rispetto ai bambini di altre religioni aveva provocato la reazioni piccata del movimento di Fratelli d’Italia. Ma lo spettacolo in Villa comunale è stato comunque un successo che ha coinvolto centinaia di bambini e famiglie. Nel frattempo chiuso il capitolo del divertimento e del messaggio sull’aiuto agli altri che non sono fortunati, è arrivato anche il momento della riflessione sulla nascita di Gesù. Gli incontri partiti mercoledì si sono conclusi oggi. Spiega don Fabio Di Martino: “Abbiamo parlato dell’impegno che devo portare avanti durante il Natale, è stato bello averli nella nostra parrocchia”.

Tutte le info sulla magia del Natale impreziosita dagli articoli handmade di ComuniTabor

Nella fiabesca cornice del Castello di Lettere, passeggiando tra i mercatini di Natale, potrete imbattervi nella casetta della Comunità Tabor.

Cosa acquistare? Il nostro Licuorì, cremoso e gustissimo liquore di liquirizia, magnifiche candele dipinte a mano, cofanetti beauty, saponi e cuori, stelle, alberelli, segnaposto, appendiporta, e tanto altro, realizzati rigorosamente a mano dai nostri volontari.

Con un gesto di solidarietà concreta potrete sostenere le numerosissime attività di questa Comunità che ha aperto completamente il cuore alla Carità e al sostegno degli ultimi della nostra città. E’ Natale. Ritorniamo alle origini. Ritorniamo all’essenziale. Ritorniamo all’Amore.

Dove e quando trovarci:

Castello di Lettere:

  • Sabato e domenica 2 e 3 dicembre,
  • Venerdì, sabato e domenica 8, 9 e 10 dicembre,
  • Sabato e domenica 16 e 17 dicembre,
  • Sabato 23 e martedì  26 dicembre
  • Sabato 30 dicembre.

Castellammare, Chiesa di Santa Maria del Rosario (Starza):

  • sabato e domenica e festività di dicembre.

Soccavo (Napoli):

  • 2 dicembre, presso la struttura dell’associazione Erga Omnes, viale Traiano 92.

Mettici il Cuore: laboratori natalizi ai Mercatini di Natale al Castello di Lettere

Natale è già nell’ aria e come ogni anno la Comunità Tabor ha realizzato grazie alla creatività e alla laboriosità dei Laboratori artigianali prodotti a tema natalizio affiancati da tante novità che vi colpiranno per la raffinatezza e la cura dei particolari.

Ai Mercatini di Natale al Castello di Lettere ci sarà anche uno stand curato dalla Comunità Tabor in cui saranno in vendita tutti i prodotti del laboratorio artigianale “Mettici il cuore”.

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La manifestazione avrà luogo all’interno del Castello Medioevale, Comune di Lettere nei giorni 18,19,25 e 26 Novembre – 2,3,8,9,10,16,17,23,26 e 30 Dicembre 2017. L’orario di apertura al pubblico per le giornate sopra indicate è dalle 17.00 alle 22.00.

Tutti i prodotti del laboratorio sono costruiti rigorosamente a mano con materie prime e talvolta con materiali riciclati.

Immancabile la squisita Licuorì, liquirizia artigianale, e ancora, marmellate  saponi e sali di vari tipi e fragranze. Alcuni dei gadget natalizi sono stati realizzati interamente in cotone mentre altri partendo dall’essenza del legno e della forma unica e particolare delle pigne.

Il laboratorio artigianale è volto a creare fondi per i progetti della Comunità Tabor, in particolar modo il progetto “Bussate e vi sarà aperto”, uno sportello di ascolto per giovani disagiati.

 

 

Rosanna Virgili apre il “Cantiere Giovane” – Giovani e il futuro, si prospettano confronti e tante idee

CANTIERE GIOVANE

Avrà inizio domenica 5 novembre il “Cantiere Giovane”, iniziativa della Diocesi Sorrento – Castellammare di Stabia in collaborazione con la pastorale giovanile diocesana.
Si tratta di una serie di tavole rotonde che la Chiesa Diocesana, ha organizzato per i giovani della diocesi, intenta ad uscire per ascoltare la vita, i sogni, le speranze dei propri giovani, nonché raccogliere le loro ferite, solitudini o incomprensioni.

Nello specifico, il “Cantiere Giovane” sarà così strutturato: 7 tavole rotonde, tanti giovani provenienti da tutte le parrocchie e da ogni realtà ecclesiale diocesana, tanti sacerdoti. Tutti pronti a dire la propria senza se e senza ma, in un confronto sincero, libero e profondo. Il primo appuntamento si svolgerà presso la Parrocchia Maria Santissima dell’Arco del rione Ponte Persica a Castellammare di Stabia a partire dalle ore 20:00, ed insieme all’Arcivescovo Mons. Franco Alfano, sarà la biblista Rosanna Virgili ad aprire il cammino, che prevede altri tre incontri nell’arco dell’anno liturgico, e prenderà spunto dal brano del Vangelo di Marco (10,17-30) sul giovane ricco. La chiusura dei lavori è prevista per Giugno 2018.
Per dare a tutti l’opportunità di ascoltare l’intervento della biblista Rosanna Virgili sarà possibile attraverso la diretta su facebook sulla pagina della Pastorale Giovanile seguire la sua catechesi.

#chiAMAchiama2017 NO LIMITS!

#chiAMAchiama2017  NO LIMITS!

A distanza di circa tre mesi dai due giorni effervescenti del Chi Ama Chiama, il ricordo rimane vivo  nella mente di chi ha partecipato a questo vortice di emozioni, senza limiti di età, di spazi e luoghi, di tempi e soprattutto senza limiti di… Amore. In fondo il Chi Ama Chiama è una vera e propria boccata di ossigeno che vuole coinvolgere i giovani…… i giovani??? STOOOOOOP!!!

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Fermi tutti! A cosa state pensando? Solo i giovani?

Si! Solo i giovani… come nonno Paolo, volontario di appena 84 anni, che non ha esitato un solo istante ad indossare la maglia dell’equipe ed è stato impegnato, in entrambi i giorni, nel servizio accoglienza, a dimostrazione del fatto che la gioventù non è una questione di età… ma di cuore!  bacio

Negli zaini delle aspettative avevamo inserito un po’ tutti la richiesta di un messaggio che provasse a dirci qualcosa in più rispetto ad un mondo che ogni tanto facciamo fatica a capire. Abbiamo ricevuto in dono un vero e proprio inno al coraggio. Di quelli semplici, immediati, pronti all’uso. Il coraggio di invertire la rotta, di partecipare al cambiamento da protagonisti e non da semplici spettatori, ricordando sempre che l’ambiente in cui conviviamo non è nostro in quanto di tutti, di chi ci ha preceduto e di chi verrà dopo di noi. “Noi non siamo Dio. La terra ci precede e ci è stata data…”, ci ricorda Papa Francesco nell’Enciclica Laudato si’ sulla cura della casa comune, invitandoci ad uno stile di vita rispettoso e attento ai più deboli, ai poveri, alla cura del creato. Difficile? Al contrario! E’ molto più semplice di quanto si possa immaginare. I cambiamenti avvengono sempre attraverso i piccoli gesti quotidiani delle persone, a partire dall’ambiente che ci circonda, dalla nostra stanza, dalla nostra casa, dal nostro quartiere, dal luogo di lavoro, dalla nostra città. Uscire da se stessi verso gli altri.

Il suono della sirena da inizio alla navigazione… Pulcinella sale a bordo con i suoi bagagli pieni di ricordi: “Comm’era bella sta terra… m’arricordo ancora. Autentica, maestosa, chin’ e qualità…”. La barca si allontana dalla banchina, Pulcinella, con lo sguardo perso verso la meravigliosa costa stabiese, cullato dalle onde si assopisce… e sogna gli istanti in cui tutto ebbe inizio… l’opera del Padre, il frutto del suo amore per ognuno di noi.

Prima la luce che dissipò le tenebre e allontanò la tristezza dell’inesistenza, poi le acque, quelle di cui la nostra terra è ricca e feconda e quelle del mare, che, come ci ricorda il Comandante Guglielmo Cassone della Guardia Costiera di Castellammare, è fonte di vita e pertanto va rispettato.

La luce… le acque… e poi la terra, bellissima con i suoi germogli, le erbe gli alberi… Dio vide che era cosa buona… don Maurizio Patriciello dalla barca del Chi Ama Chiama grida forte la sua denuncia contro il comportamento dell’uomo che ha violentato questo immenso dono che abbiamo ricevuto, la nostra casa, distrutta per l’interesse economico di pochi!

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Don Maurizio è un fiume in piena, non le risparmia a nessuno, ai camorristi, ai politici corrotti, alle industrie del malaffare, a tutti coloro che sono in qualsiasi modo responsabili della morte di migliaia di persone per cause legate all’inquinamento, stimolando concretamente le coscienze umane al cambiamento: “…cari Sindaci, cari Amministratori, noi desideriamo farvi l’applauso, noi desideriamo complimentarci con voi, noi desideriamo stringervi la mano, noi desideriamo collaborare con voi… e allora quando voi le cose le fate per bene, sappiate di avere in noi, nella Chiesa, nei preti, nei volontari, dei complici vostri, però ricordatevi una cosa: se le cose non le fate bene, se siete negligenti, se peccate di omissione, noi saremo i primi a starvi contro e a mettervi il popolo contro! Queste cose siano dette con grande chiarezza, sempre e dappertutto!”.

                                                                                                   fissare

Dio disse: “Ci siano luci nel firmamento del cielo, per distinguere il giorno dalla notte…”. E basta alzare gli occhi al cielo per restare estasiati davanti al più bel cielo stellato di sempre. Pulcinella danza di gioia sulle brillanti note dei Sancarlini, il Coro Giovanile del teatro San Carlo di Napoli che ha partecipato con grande entusiasmo alla quarta edizione del Chi Ama Chiama, giovani talenti diretti dallo spumeggiante M° Carlo Morelli, accomunati dalla passione per la musica e dal desiderio di diffonderla come slancio verso il riscatto sociale.

musica

Il viaggio nella Creazione è sempre una festa! Come quando hai l’entusiasmo di ricevere un regalo e man mano che lo scarti, lentamente ti accorgi che era proprio quello che desideravi.

E poi i pesci nei mari, gli uccelli nel cielo, gli animali…  e Dio disse: “Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza…  maschio e femmina li creò…”. E’ la celebrazione della Vita, magnificenza di Dio, l’Amore in ogni cosa e in ogni creatura! La famiglia Giordano, Marco, la moglie e la più piccola dei suoi quattro figli, ci raccontano una storia. E’ la loro storia, la storia di una famiglia unita che ha allevato i suoi figli alla luce della gioia del Vangelo, di una famiglia che accoglie i bambini in difficoltà e che si batte per il riconoscimento della famiglia come cellula fondamentale della società civile.

famiglia

Marco ci ricorda che “la famiglia non è un mero fatto privato dei singoli individui: essa si situa al cuore della costruzione della società, la condiziona e ne è condizionata… è nella famiglia che si costruiscono i destini degli abitanti di questa terra, è in famiglia che si formano i cittadini di domani, è la qualità della vita familiare che determina la qualità della vita dell’intera società…” (Marco Giordano, presidente del Forum delle Associazioni Familiari della Campania, genitore affidatario).

La musica sveglia Pulcinella dal sogno. Con gli occhi semichiusi farfuglia qualcosa: “Che meraviglia Patatérn mie… comm’è fatt bella chesta terra… e pò? Guarda quanti ‘ccos hann pigliat na via storta… e Tu? Stai llà senza fa nient…. Nunn’è giusto!”. Ma una voce gli ricorda che è troppo semplice prendersela con il Capo. “Dio creò l’uomo a Sua immagine, a immagine di Dio lo creò.”  E’ il privilegio più grande a cui l’uomo potesse ambire, il dono più prezioso, il libero arbitrio! Il potere di decidere in ogni istante cosa fare, il potere di scegliere! Tutta la vita è una continua creazione, non una scoperta. Basta con le lamentele, con le divisioni, le rivalità, le competizioni! E’ giunto il momento di mettere fine a tutto questo! Ora!!!

Sono trascorsi i primi sei giorni in cui tutto ebbe inizio. La festa continua nel social village, dove le risate contagiose dei bambini che scivolano sui gonfiabili accompagnano la briosa musica itinerante che guida le persone tra gli stand delle associazioni #chiAMAchiamaFRIENDS. Un percorso elaborato in collaborazione con la Pro Loco Castellammare di Stabia attraverso le eccellenze del terzo settore, culturali, enogastronomiche, artistiche, della nostra città, tra trampolieri, giocolieri e maghi, nella splendida cornice naturale del porto.

Inizia ad albeggiare… centinaia di volontari sono impegnati per organizzare la festa del settimo giorno, stanchi ma carichi di entusiasmo. Si lavora incessantemente tra risate e sudore. Arrivano cornetti e graffe calde, parte qualche gavettone… il chiAMAchiama è anche questo!

gavettone

E’ domenica. Nel tardo pomeriggio le persone iniziano ad arrivare al porto seguendo il caloroso ritmo delle percussioni suonate dagli amici africani. E’ impossibile non lasciarsi coinvolgere dalla musica, è impossibile restare immobili e non ballare.  Un’esplosione di gioia accoglie l’arrivo del nostro amato Arcivescovo mons. Francesco Alfano al porto di Castellammare. Applausi, abbracci, parole di gratitudine e di sostegno verso tutti. Le voci brillanti del Coro della Parrocchia di San Marco Evangelista di Castellammare ripercorrono con la musica i primi sei giorni della Creazione e accompagnano le lampade della vita che attraversano la banchina tra le persone per essere posizionate sulla barca.

Laudato sii mi Signore per averci dato la vita, per la bellezza di tutto il creato…”.

Le campane della Chiesa di San Bartolomeo suonano a festa, le sirene delle motovedette della Guardia Costiera salutano l’arrivo al porto del Reliquiario contenente le Sante Lacrime versate da Maria a Siracusa nel 1953, il Vescovo lo stringe tra le mani e, scortato dalle Autorità civili, dalle Forze dell’Ordine, dal picchetto d’onore della Marina Militare, dai volontari di tutte le Associazioni presenti, lo posiziona a prua della barca. La forte emozione si legge negli occhi bagnati delle persone, le Lacrime di Maria si mescolano a quelle delle persone accorse ai suoi piedi. Il Faito, le acque del golfo, il Vesuvio in lontananza, il cielo stellato, tutto contempla la bellezza del Creato e del Creatore… ma, dopo quello che è successo all’Aquila, dopo il terremoto che ha colpito tutto il Centro Italia, Amatrice in particolare, come si fa a non prendersela con Dio? “Forse dovremmo imparare a prendercela con Dio, perché è l’unico che ha le spalle abbastanza grosse da poter incassare le nostre domande, i nostri perché, la sofferenza che proviamo, anzi forse, dovremmo imparare che la più bella preghiera è l’essere sinceri, quello che non capiamo, a volte dobbiamo scagliarlo contro il Cielo, anche questa è preghiera, non dobbiamo tenerci Dio per forza buono, ma con Lui dobbiamo essere profondamente leali.”. Sono le parole di don Luigi Maria Epicoco che rispondono ad una domanda che, è innegabile, ognuno di noi si è posto e si pone continuamente davanti ai drammi della vita. Don Luigi è sacerdote dell’Arcidiocesi dell’Aquila, sopravvissuto al tragico terremoto che ha devastato l’Abruzzo, un “miracolato”, come lui stesso si definisce, una persona che non ha esitato un solo istante prima di scavare a mani nude tra le macerie per soccorrere gli amici. Don Luigi è rientrato da qualche giorno da Siracusa, dove ha fatto visita al Santuario della Madonna delle Lacrime per pregare davanti al Reliquiario. “La più grande disgrazia che possa mai capitare a ciascuno di noi, è vedere la nostra vita con gli occhi asciutti, perché sono gli occhi asciutti di quelli che pensano di controllare tutto, di capire tutto, di avere sempre la risposta a tutto. Invece è proprio il dono delle lacrime, che, a volte, ci costringe a guardare la vita in una maniera più profonda e il dolore che ti capita, quello che non ti cerchi, ma quello che ti fa visita. Per me è stato un terremoto, il 6 aprile del 2009, quel terremoto mi ha costretto a piangere, quel terremoto ha riempito i miei occhi di lacrime…e quando tu soffri, sei costretto a dover guardare dentro le cose, sei costretto a rinunciare ai tuoi piccoli ragionamenti e a guardare la vita in una maniera completamente diversa…”.  Le lacrime ci ricordano che siamo umani, e per vivere il messaggio di Gesù Cristo, dobbiamo tornare ad essere umani. Un cristiano non è uno più forte, è uno che, forse, ha fatto pace con la propria fragilità, perché noi siamo figli di un Dio, che ha mandato Suo Figlio sulla Croce, per amore nostro, uno che ci ha amato con i chiodi, che ci ha amato con delle ferite, che mostra quelle ferite non per farci venire i sensi di colpa, ma per non farci avere paura della sofferenza, anche quella ingiusta, quella della Croce… e qual è il punto di vista migliore per guardare Cristo, qual è la prospettiva migliore per dire, questo è il vero Gesù? … c’è un punto di vista privilegiato, un Gesù che è davvero Gesù, il Gesù visto con gli occhi della Madre, ecco perché forse, la maniera migliore di guardare Cristo è Maria, è Lei forse quella rupe su cui dobbiamo arrampicarci, è con Lei che abbiamo la visione migliore di Cristo, perché chi potrebbe vedere meglio il Figlio, se non la Madre? Allora, domandiamo a Lei di prenderci in braccio e di mostrarci Cristo!”.

E’ il settimo giorno! Gesù Eucaristia splende al timone, sempre pronto a guidare la barca nel viaggio della nostra vita, a gioire con noi e a sostenerci nelle difficoltà, incoraggiandoci a fare nostra la cura della natura e dei poveri. Grazie. Doppio pollice in su!

doppio pollice

 

 

 

 

 

Bisogna prendere in mano la propria vita, spenderla per qualcosa per cui ne valga davvero la pena, facendosi carico della realtà della società e del contesto nel quale viviamo. Ognuno di noi ha la responsabilità di operare affinché il cammino della società vada nella direzione del rispetto della persona, della costruzione di rapporti e legami. Il messaggio è sempre lo stesso, quello che cambia sono le situazioni che chiedono di incarnare quel messaggio in modo nuovo. E allora è il momento di puntare ad un altro stile di vita, rispettoso del prossimo e della casa comune.  “Le creature tendono verso Dio, e a sua volta è proprio di ogni essere vivente tendere verso un’altra cosa, in modo tale che in seno all’universo possiamo incontrare innumerevoli relazioni costanti che si intrecciano segretamente”. (Laudato si’ – Papa Francesco).

Sono passati circa tre mesi dal Chi Ama Chiama 2017 ed è tempo di verifiche! Un’attività sicuramente noiosa, ma utile, non tanto per fare la conta delle cose giuste o sbagliate che abbiamo realizzato e vissuto, ma l’occasione per non perdere nel tempo i frutti di questa esperienza. Arrivano intensi i recall delle associazioni, dei gruppi, dei volontari che hanno partecipato e che propongono di consolidare l’armoniosa sinergia di collaborazioni che hanno reso possibile la realizzazione dell’evento. Quando gli intenti sono condivisi anche la fatica diventa sopportabile e soprattutto socializzante. Quanto prima ci incontreremo per iniziare insieme il percorso di formazione e preparazione che ci porterà al #chiAMAchiama2018, l’edizione più bella di sempre.

I feedback più importanti sono quelli personali: fa una certa impressione il giovane che decide di iniziare a dedicare il proprio tempo libero ad aiutare il prossimo attraverso una delle associazioni di volontariato incontrate al Chi Ama Chiama, ma colpisce anche l’adulto che, a distanza di anni, custodisce quell’esperienza come un momento di luce e di svolta in un’esistenza poco permeata dall’altruismo.

Un altro elemento che merita particolare attenzione è la presenza di migliaia di persone che, in un periodo caratterizzato da attentati e terrorismo, hanno dimostrato con la loro partecipazione il desiderio di andare avanti, di futuro e, sicuramente con sfumature diverse, di una fede che sa rischiare per essere testimone di gioia. Un particolare ringraziamento va alle Forze dell’Ordine ed al personale della Guardia Costiera che, con la collaborazione di tutte le associazioni di Protezione Civile di Castellammare, dei gruppi Scout, degli steward e delle hostess presenti, hanno garantito la sicurezza dell’area interessata elaborando nell’ultimo mese un piano per la ripartizione dei compiti tra i vari soggetti impegnati sia sulla terraferma che in mare.

Il Chi Ama Chiama è un’avventura che si realizza grazie al contributo di chi veramente crede nella speranza del cambiamento. Insieme abbiamo sperimentato quanto è bello impegnarsi per una nobile causa, e quanto è gratificante fare, in compagnia di tanti amici e amiche, un percorso anche faticoso, ma che ricambia la fatica con la gioia e la dedizione con nuova ricchezza di conoscenza e di apertura a Gesù, al prossimo, a scelte di vita importanti. I ringraziamenti sono obbligatori, non un semplice rito, ma il doveroso e sentito riconoscimento per chi ha permesso la realizzazione di tutto questo. I tecnici, i fornitori, i fotografi, gli attori, i costumisti, i gruppi musicali, i ballerini, i coreografi, gli operai, gli artigiani, i giornalisti, i dj…, grazie per il vostro contributo assolutamente gratuito. Grazie, mille volte grazie per aver reso il Chi Ama Chiama quello che è. Infinitamente grazie ad ogni singola persona, ad ogni associazione, ad ogni gruppo che ha scelto di essere “Chi Ama Chiama”. Grazie a tutti coloro che sono venuti da lontano e che, nonostante la distanza, hanno voluto esserci e hanno contribuito a rendere questa giornata speciale, ricca di belle emozioni e momenti di condivisione. Grazie a tutti! grazie

Insieme per volare in alto, perché chi AMAAAA… chiamaaaa!!!

 

 

 

“…Prendi il largo!” (X Anniversario di Comunità)

Carissimi Amici,

era il 16 febbraio 2007: chi di noi c’era? Il primo incontro della nostra comunità! Sarebbe bello sfogliare l’album dei ricordi e rivedere foto, forse un po’ sbiadite, di quell’anno e dei primi passi della nostra comunità. Quanti ricordi in quella sala del piano superiore della parrocchia dove svolgevo allora il mio ministero pastorale, ricordo uno ad uno i volti di quelli che furono invitati ma soprattutto l’attesa di conoscere quale fosse il motivo di quell’incontro! Tutti si portavano nel cuore l’ansia di prendervi parte chiedendosi cosa ci fosse ad aspettarli, fino al momento in cui, avendo accolto da molti la proposta di pregare insieme, decisi di lanciare l’invito ad iniziare un cammino, serio e concreto! Ricordo l’entusiasmo di molti, il timore di altri, la gioia di tutti ma specialmente l’emozione di sentirsi parte di una famiglia che da quella sera in poi non avrebbe mai smesso di camminare, pronta ad affrontare qualsiasi imprevisto, capace di coinvolgere con il proprio entusiasmo tutti quelli che avrebbero poi deciso di prendervi parte, ma soprattutto senza mai smettere di sognare anche quando i presagi non erano felici. Quanto tempo è passato: 10 anni, fatti di sguardi, carezze, parole, emozioni, croci, condivisioni, lacrime, gioie, persone incontrate, esperienze vissute, difficoltà superate, avventure vissute insieme, con il sole e con la pioggia ma senza smettere mai di danzare! Abbiamo mantenuto alto l’ideale del nostro cammino, cercando di essere viandanti capaci di portare l’Amore di Gesù li dove ci veniva richiesto e in special modo nella vita di tutti i giorni e attraverso la vocazione  che ognuno di noi ha ricevuto da Dio. Si, santificarsi e santificare con i carismi e i ministeri ricevuti e avendo come principio ispiratore il comandamento nuovo lasciatoci da Gesù: “ Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi”.

Dieci anni sono un bel traguardo, una tappa importante, una meta dalla quale ripartire con lo stesso vigore del primo giorno, con il desiderio di continuare a crescere e maturare alla luce della Parola di Dio, nutriti dall’eucarestia e collaborando con la nostra vita a fare in modo che anche altri possano incontrare Gesù e fare della loro vita un capolavoro, senza accontentarsi di volare a bassa quota ma mantenendo acceso il desiderio di sognare cose grandi! E’ vero, non siamo una comunità perfetta. Anche tra noi sussistono pareri diversi, talvolta discordanti, serpeggiano malcontenti e mormorazioni, ma se non mi inganno, vengono sempre cristianamente superati! Io oggi rendo grazie al Signore e a ciascuno di voi che  anteponete ai vostri bisogni personali il bene comune e la concordia. Vivere la comunità, come è stata intesa fin dal suo nascere, non significa avere la pretesa che ogni richiesta venga esaudita e ove mai questo non avvenisse voltare le spalle e andare via. Alla legittima richiesta: che cosa mi attendo da questa comunità? dobbiamo sempre saper dare voce anche all’altra correlata e più impegnativa domanda: che cosa do, posso dare e devo dare a questa comunità? Questo perché i frutti di questi anni sono cresciuti grazie al desiderio e all’impegno di tanti che con sacrificio hanno dato e continuano a dare il loro contributo.

Insomma, tanti sono i motivi per i quali dobbiamo dire grazie al Signore all’inizio di questo nuovo percorso, si, perché festeggiare l’anniversario significa come dicevo prima ripartire e fare festa e festa sia!

Quest’anno, a differenza degli altri anni abbiamo deciso di vivere in maniera diversa i festeggiamenti del nostro anniversario. Non ci siamo voluti fossilizzare sulla data della festa perché, tra le tante iniziative che sono nate, stiamo portando a compimento i lavori della Tenda: questo spazio interamente offerto alla città ed in maniera particolare ai giovani. Un progetto che nasce dal desiderio di portare un frutto dopo tanto cammino fatto insieme. Un posto dove anche i più bisognosi possano trovare riparo, ristoro, amicizia. Ecco perché abbiamo pensato di spostare i festeggiamenti al giorno in cui inaugureremo la Tenda, come segno visibile di questi dieci anni di cammino e nuova occasione per ripartire insieme!

Questo perché fare festa significa incontrarci, per raccontarci un po’ le nostre storie, per guardarci negli occhi e riscoprire i segni dell’amicizia fatta di passato, vissuta nel presente ed incamminata ancora verso il futuro nel nome di Gesù.

La festa è prima di tutto nel cuore di chi si vuole bene e condivide il cammino umano e cristiano, di chi collabora e mette a disposizione le sue doti migliori, di chi vuole continuare a costruire una comunità di persone che vivono insieme valori e progetti, di chi crede che la comunità sia una famiglia, un punto di incontro, la casa dove tutti abitano e da cui tutti ripartono per essere nel mondo buoni cristiani e onesti cittadini.

Nulla si improvvisa: tutto è frutto di impegno, di condivisione, di distribuzione ed assunzione di responsabilità, di fatica e di speranza. Non c’è festa se non c’è un cuore che legge, sul pentagramma della vita, le note a volte incerte che compongono il nostro canto; se non c’è una voce che si unisce alle altre voci per dare al coro forza e coraggio. La festa ha bisogno anche di te!

Fare festa per ripartire, insieme e per altri traguardi. Non importata come ma una cosa non può e non deve mai cambiare: la consapevolezza che vivere la comunità significa ricordarci che siamo in cordata, insieme ed uniti; non per prendere ma per dare, non per apparire ma per servire, non per evadere ma per vivere; insieme tutto questo è possibile, lo abbiamo vissuto nel corso di questi 10 anni lo continueremo a vivere fino a quando il Signore vorrà.

Questo è il mio augurio: che la nostra comunità sia attenta alla Parola di Dio, vigile nel cogliere i segni dei tempi, serva nel suo stile, sotto lo sguardo premuroso ed amorevole di Maria nostra Madre e di San Giuseppe nostri protettori!

Comunità Tabor, cosa aspetti? Prendi il largo!

 

don Fabio Di Martino

16 Febbraio 2017 X anniversario Comunità Tabor

Un concerto per la Tenda

Domenica 29 gennaio ComuniTabor e 88MusicLab presentano:
CONCERTO DI BENEFICENZA
Nella cornice della Chiesa di Santa Maria del SS. Rosario (Starza) a Castellammare di Stabia, i musicisti del laboratorio musicale diretto dal M° Sebastiano Cascone si esibiranno per creare un ponte di emozioni tra la musica e il sociale, per confermare l’esaltante partecipazione di un territorio che proprio per la bontà e la purezza dei valori su cui è fondato dimostra che quando c’è determinazione e voglia di fare nessun ostacolo è insuperabile. Musicisti che hanno deciso di utilizzare i propri strumenti per donare e donarsi agli altri, infatti durante la serata sarà presentata ufficialmente la “Tenda”, un progetto di forte impatto sociale per i nostri figli, per i giovani, per tutta la città… per chiunque è disposto a mettersi in gioco!
Siamo tutti invitati a partecipare.
Ore 20.00. Ingresso gratuito.

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Prossimamente… La Tenda

Via Surripa n. 43, Castellammare di Stabia.

Memorizzate l’indirizzo perché lì, tutti insieme, pianteremo la Tenda!

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Un progetto unico ed innovativo per la nostra città fortemente voluto dalla Comunità Tabor per rispondere alle esigenze del nostro territorio. Uno spazio aperto a tutti dove l’accoglienza e l’ascolto diventano il punto di partenza per nuove relazioni, dove poter fornire un’assistenza sanitaria gratuita specializzata a tutti coloro che purtroppo sono costretti a scegliere tra le cure mediche e i beni primari per la sopravvivenza della propria famiglia, dove un avvocato volontario sarà sempre a disposizione per fornire consulenza a chi non può permettersela, dove poter distribuire abiti e giocattoli a chi non ha la possibilità di comprarli. Ma non solo. Lo spazio sarà organizzato come centro di aggregazione culturale e sociale, in grado di ospitare corsi di formazione professionale, eventi artistici, mostre, cineforum, laboratori, workshop, congressi, convegni e tanto altro ancora. Tante insegnanti hanno aderito con entusiasmo al programma di doposcuola gratuito per gli studenti  bisognosi, progettando un percorso intento a stimolare i ragazzi che non sono motivati non tanto a livello scolastico ma soprattutto nella vita. L’idea è quello di un luogo versatile e polivalente, a disposizione di tutti coloro che hanno il coraggio di mettersi in gioco dando spazio alla creatività.

Se decidi di diventare protagonista di questa avventura, se decidi di vivere la tua vita liberamente mettendo a disposizione il tuo impegno, il tuo prezioso carisma, le tue capacità, se vuoi partecipare attivamente con le tue idee, cogli l’occasione al volo e diventa volontario.

Per adesso c’è tanto da fare, ma insieme possiamo diventare parte della soluzione.

INSIEME

Spiritual Tabor. Il ritiro.

E’ l’incontro profondo con te stesso, con Dio, con gli altri. Una proposta di vita spirituale e umana per riscoprire la bellezza che è in te, che abita il tuo cuore e che ti fa crescere in umanità.

Spiritual Tabor. Eremo dei Camaldoli, dal 6 all’8 gennaio.

 

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La tua opportunità per vivere libero dai condizionamenti del mondo che ti circonda e per costruire relazioni sincere ed appaganti. Non perdere questa occasione!