Carissimi Amici,

era il 16 febbraio 2007: chi di noi c’era? Il primo incontro della nostra comunità! Sarebbe bello sfogliare l’album dei ricordi e rivedere foto, forse un po’ sbiadite, di quell’anno e dei primi passi della nostra comunità. Quanti ricordi in quella sala del piano superiore della parrocchia dove svolgevo allora il mio ministero pastorale, ricordo uno ad uno i volti di quelli che furono invitati ma soprattutto l’attesa di conoscere quale fosse il motivo di quell’incontro! Tutti si portavano nel cuore l’ansia di prendervi parte chiedendosi cosa ci fosse ad aspettarli, fino al momento in cui, avendo accolto da molti la proposta di pregare insieme, decisi di lanciare l’invito ad iniziare un cammino, serio e concreto! Ricordo l’entusiasmo di molti, il timore di altri, la gioia di tutti ma specialmente l’emozione di sentirsi parte di una famiglia che da quella sera in poi non avrebbe mai smesso di camminare, pronta ad affrontare qualsiasi imprevisto, capace di coinvolgere con il proprio entusiasmo tutti quelli che avrebbero poi deciso di prendervi parte, ma soprattutto senza mai smettere di sognare anche quando i presagi non erano felici. Quanto tempo è passato: 10 anni, fatti di sguardi, carezze, parole, emozioni, croci, condivisioni, lacrime, gioie, persone incontrate, esperienze vissute, difficoltà superate, avventure vissute insieme, con il sole e con la pioggia ma senza smettere mai di danzare! Abbiamo mantenuto alto l’ideale del nostro cammino, cercando di essere viandanti capaci di portare l’Amore di Gesù li dove ci veniva richiesto e in special modo nella vita di tutti i giorni e attraverso la vocazione  che ognuno di noi ha ricevuto da Dio. Si, santificarsi e santificare con i carismi e i ministeri ricevuti e avendo come principio ispiratore il comandamento nuovo lasciatoci da Gesù: “ Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi”.

Dieci anni sono un bel traguardo, una tappa importante, una meta dalla quale ripartire con lo stesso vigore del primo giorno, con il desiderio di continuare a crescere e maturare alla luce della Parola di Dio, nutriti dall’eucarestia e collaborando con la nostra vita a fare in modo che anche altri possano incontrare Gesù e fare della loro vita un capolavoro, senza accontentarsi di volare a bassa quota ma mantenendo acceso il desiderio di sognare cose grandi! E’ vero, non siamo una comunità perfetta. Anche tra noi sussistono pareri diversi, talvolta discordanti, serpeggiano malcontenti e mormorazioni, ma se non mi inganno, vengono sempre cristianamente superati! Io oggi rendo grazie al Signore e a ciascuno di voi che  anteponete ai vostri bisogni personali il bene comune e la concordia. Vivere la comunità, come è stata intesa fin dal suo nascere, non significa avere la pretesa che ogni richiesta venga esaudita e ove mai questo non avvenisse voltare le spalle e andare via. Alla legittima richiesta: che cosa mi attendo da questa comunità? dobbiamo sempre saper dare voce anche all’altra correlata e più impegnativa domanda: che cosa do, posso dare e devo dare a questa comunità? Questo perché i frutti di questi anni sono cresciuti grazie al desiderio e all’impegno di tanti che con sacrificio hanno dato e continuano a dare il loro contributo.

Insomma, tanti sono i motivi per i quali dobbiamo dire grazie al Signore all’inizio di questo nuovo percorso, si, perché festeggiare l’anniversario significa come dicevo prima ripartire e fare festa e festa sia!

Quest’anno, a differenza degli altri anni abbiamo deciso di vivere in maniera diversa i festeggiamenti del nostro anniversario. Non ci siamo voluti fossilizzare sulla data della festa perché, tra le tante iniziative che sono nate, stiamo portando a compimento i lavori della Tenda: questo spazio interamente offerto alla città ed in maniera particolare ai giovani. Un progetto che nasce dal desiderio di portare un frutto dopo tanto cammino fatto insieme. Un posto dove anche i più bisognosi possano trovare riparo, ristoro, amicizia. Ecco perché abbiamo pensato di spostare i festeggiamenti al giorno in cui inaugureremo la Tenda, come segno visibile di questi dieci anni di cammino e nuova occasione per ripartire insieme!

Questo perché fare festa significa incontrarci, per raccontarci un po’ le nostre storie, per guardarci negli occhi e riscoprire i segni dell’amicizia fatta di passato, vissuta nel presente ed incamminata ancora verso il futuro nel nome di Gesù.

La festa è prima di tutto nel cuore di chi si vuole bene e condivide il cammino umano e cristiano, di chi collabora e mette a disposizione le sue doti migliori, di chi vuole continuare a costruire una comunità di persone che vivono insieme valori e progetti, di chi crede che la comunità sia una famiglia, un punto di incontro, la casa dove tutti abitano e da cui tutti ripartono per essere nel mondo buoni cristiani e onesti cittadini.

Nulla si improvvisa: tutto è frutto di impegno, di condivisione, di distribuzione ed assunzione di responsabilità, di fatica e di speranza. Non c’è festa se non c’è un cuore che legge, sul pentagramma della vita, le note a volte incerte che compongono il nostro canto; se non c’è una voce che si unisce alle altre voci per dare al coro forza e coraggio. La festa ha bisogno anche di te!

Fare festa per ripartire, insieme e per altri traguardi. Non importata come ma una cosa non può e non deve mai cambiare: la consapevolezza che vivere la comunità significa ricordarci che siamo in cordata, insieme ed uniti; non per prendere ma per dare, non per apparire ma per servire, non per evadere ma per vivere; insieme tutto questo è possibile, lo abbiamo vissuto nel corso di questi 10 anni lo continueremo a vivere fino a quando il Signore vorrà.

Questo è il mio augurio: che la nostra comunità sia attenta alla Parola di Dio, vigile nel cogliere i segni dei tempi, serva nel suo stile, sotto lo sguardo premuroso ed amorevole di Maria nostra Madre e di San Giuseppe nostri protettori!

Comunità Tabor, cosa aspetti? Prendi il largo!

 

don Fabio Di Martino

16 Febbraio 2017 X anniversario Comunità Tabor